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Cinemagraph e il nuovo modo di fare advertising

La pubblicità sta cambiando e ciò è sempre più evidente, dallo storytelling sui social si passa alle immagini in movimento

Parte il conto alla rovescia per la rivoluzione che sarà introdotta a partire dal 2016 dai cartelloni pubblicitari in 3D. Dopo aver invaso i cinema, la terza dimenzione invaderà le nostre strade, ma non serviranno occhiali appositi, grazie ad una nuova tecnologia chiamata Trixel, dei punti costituiti da luce laser che creano un gioco di luci.

Ma nel mondo dei social, come cambia la pubblicità?

Siamo abituati a campagne sempre più concentrate sulle emozioni, lo storytelling, la narrazione, l’avere qualcosa da raccontare e da dire per coinvolgere i consumatori. Queste tecniche sono ampiamente utilizzate ormai da molti anni dalle grandi aziende; proprio da pochi giorni è uscita la campagna Ferrero con il suo prodotto Kinder Cereali e il suo nuovo slogan #POSSOAIUTARTIMAMMA.

Ferrero punta sulla mamma, punto cardine delle famiglie, e sul suo sdoppiarsi tra lavoro e casa, coinvolgendo tutti a condividere sui maggiori social il proprio amore verso la mamma e cosa fanno o farebbero per aiutarla, perché si sa, in Italia la mamma è sempre la mamma, e tutti cadremo nel fascino di questa campagna.

La vera rivoluzione sui social però sta avvenendo lentamente e di nascosto grazie ad un nuovo modo di postare fotografie, un mix tra foto e video. Stiamo passando all’era del Cinemagraphs, un nuovo format ripreso dal social Tumblr, dove le immagini sono in parte statiche in parte in movimento. Queste sono delle gif, dove soltanto una piccola parte dell’immagine risulta in movimento, creando dinamicità e spessore alla foto. Questo format è noto già da alcuni anni ed è stato reso popolare da Kevin Burg e Jamie Beck, nomi già conosciuti nel mondo pubblicitario.

Molti Brand hanno già utilizzato messaggi in stile Cinemagraphs, come Coca-Cola, Balenciaga o Louboutin.

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Su Facebook infatti possono essere caricati come video, mentre su Instagram la possibilità di creare video con l’integrazione di loop sembra assecondare proprio questo genere di format.

I brand inizieranno ad utilizzare sempre di più Cinemagraph? Le immagini o i video non sono più efficaci?

Nell’era delle emozioni e del creare legami con il consumatore, l’advertising cerca di innovarsi cercando sempre strade diverse.

Lush ha già pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale un esempio di Cinemagraph, sarà seguita da altri brand?

 

fonte: openmag.it

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