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Le nuove impostazioni della privacy di Facebook sono la gioia degli avvocati divorzisti

Se non usate Facebook potete tranquillamente non leggere questo post.

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Il dieci Dicembre sono state aggiornate le impostazioni sulla privacy di Facebook. “Chissenefrega !”, sbotterà il solito sympa della compa con atteggiamento di sprezzante menefreghismo. “Poi non venire a frignare e a lamentarti che non lo sapevi, mi bel testina disabitata”, rispondo io con un ghigno alla Billy Idol.

 

boxino

 

Si perchè nella “vecchia” versione di Facebook (che da ora chiameremo Faccialibro o Facciabuco o Facciaculo o anche Libro dei visi ) era possibile definire con precisione “cosa” delle nostre attività faccialibresche venisse reso pubblico sulla nostra bacheca e cosa no. Il setup più classico per gli amanti della privacy era la totale rimozione delle notifiche sulle nuove amicizie, sui commenti alle altrui foto, agli altrui status e roba del genere.

In tal modo era possibile nascondere ad occhi indiscreti l’aver commentato l’ultima foto “sechisy” della pornostar Eva Dobiášová o lo status della simpatica lattaia sotto casa che vostra moglie odia per il suo abbigliamento minimalista. La serenità tranquilla del silenzio regnava sulle pagine Facebook dei più accorti utilizzatori, grazie ai settings di cui parlavo poco fa.

Dal 10 Dicembre nulla è più come prima ! A fronte di un maggior e più dettagliato controllo sulle persone che possono o non possono visualizzare i contenuti presenti nel nostro profilo facebook, c’è stata la completa rimozione della possibilità di scegliere quale delle nostre attività possono essere nascoste nello streaming. Il risultato è che il “boxino” delle “attività recenti” adesso riporta pedissequamente la lista degli amici aggiunti, dove hai commentato e cosa, se hai scritto sulla bacheca di Tizio o se hai preso parte a una discussione sulla bacheca del gruppo “amici delle tette grosse“.

In realtà in questo modo la privacy è intesa come semplice condivisione dei cazzi propri con quei mille o duemila Facciamici. Non male come passo avanti !.

In america esistono già statistiche sull’incidenza di Facebook nelle cause di divorzio e (stando a Mark Keenan, Managing Director di  Divorce-Online) il popolare network è citato in più del 20% delle cause di separazione tra i motivi scatenanti.

Grazie alla nuova privacy di Faccialibro questa percentuale è destinata ad aumentare esponenzialmente.

Qualcuno potrà obiettare : “io non ho nulla da nascondere e non ho segreti per la mia compagna (gnè - gnè - gnè)”. Benissimo, rispondo io, ne riparleremo quando leggerai sulla bacheca “trasparente” della tua compagna che è diventata fan del gruppo “marito cornuto”.

 

fonte: www.pocacola.com

 

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